Speed 1200 RS KTM Superduke
2 Ruote

Triumph Speed Triple 1200 RS vs. KTM 1290 Superduke R

Una Triumph Speed Triple 1200 RS, una KTM 1290 Superduke R, 360 cavalli, le curve del Lago di Lecco e una giornata di sole sono i protagonisti della nostra prova.

Due stili e due caratteri diversi che però divorano curve (e rettilinei…) con la stessa cattiveria e la stessa sicurezza. L’indole si capisce subito, basta guardarle “dritte negli occhi” per capirne le intenzioni… Tecnicamente le conosciamo già, ma facciamo un piccolo riassunto.

Triumph Speed Triple 1200 RS: docile che sa graffiare

Partiamo dall’inglesona: 180 cavalli, 30 in più rispetto alla precedente Triple, un bel po’ di chili in meno, la bilancia si ferma infatti a 198, (-10 kg) e coppia che sale a 125 Nm.

La ciclistica vede un nuovo telaio più compatto, leggero e con un baricentro più basso e spostato verso l’asse anteriore.

Sospensioni da prima della classe: non sono attive, ma la forcella è una Öhlins NIX30 e il mono è Öhlins TTX36, completamente regolabili. Per tenere a bada tutta l’esuberanza della nuova creatura di Hinkley, la Speed è equipaggiata con superbo impianto frenante Brembo Stylema.

Anche l’elettronica ha un peso importante: piattaforma inerziale a sei assi che gestisce ABS, anti Wheeling, traction control, tutti regolabili in base alla mappa selezionata (Road, Sport, Track e Rider).

Speed 1200 RS KTM Superduke

Cambio con quicksifter up and down e cruise control. Il tutto controllabile dal nuovo display TFT da 5” che finalmente riceve una grafica top e integra il sistema My Triumph Connectivity. Può gestire chiamate, musica e navigazione da cellulare e anche la GoPro. Completano la dotazione fari full Led, blocchetti retroilluminati e sistema Keyless ride.

KTM 1290 Superduke R: un’esplosione di potenza

Anche in Austria hanno deciso di spostare i limiti parecchio avanti e hanno trasformato la vecchia Superduke in una vera e propria street fighter. Potenza e peso ricalcano pari pari quelli della Speed, 180 cv e 198 kg (6 kg in meno rispetto alla precedente).

Speed 1200 RS KTM Superduke

La ciclistica, rispetto al modello precedente, è quasi rivoluzionata. Il telaio è più rigido e riprende quello della super sportiva RC8. Cambiano tutte le quote a partire dall’interasse (più lungo di 15mm), l’avancorsa (più 4mm) e l’angolo dello sterzo (da 24,9° a 25,2°).

Si riduce la corsa della ruota posteriore che ora rientra nei canonici 140 mm al posto dei 156 della versione precedente che la rendevano quasi un motard.

L’impianto frenante è anche qui Brembo Stylema. Quickshifter bidirezionale (optional), piattaforma inerziale a sei assi, 5 mappe (Rain, Street, Sport, Performance, Track) e display TFT regolabile.

Triumph Speed Triple 1200 RS vs. KTM 1290 Superduke R su strada

– TRIUMPH SPEED TRIPLE 1200 RS

Speed 1200 RS KTM Superduke

La Speed è la Speed che conosciamo, ma all’ennesima potenza. Linee muscolose, doppio faro, posizione di guida non estrema, anche se più caricata in avanti rispetto alla precedente, manubrio in posizione perfetta, sia per altezza che per larghezza.

Triangolazione sella-manubrio-pedane che la rendono comoda sia per gli spostamenti più tranquilli, sia per le “sparate”. Scordatevi la frizione; il cambio è preciso e veloce sia in salita che in scalata, unica pecca, trovare la folle è quasi una Mission Impossible… ma questo è il prezzo da pagare per un cambio così compatto. 

Speriamo che un semplice aggiornamento software posso migliorare la situazione!

Su strada il feeling è immediato. Il tre cilindri è spettacolare sia ai bassi che in allungo. Ce n’è sempre. L’erogazione è lineare e costante, poderosa ma mai scorbutica e, anche grazie all’elettronica, difficilmente mette in difficoltà.

Nel misto e tra le curve è sincera. Dove punti con lo sguardo lei va. L’anteriore dà grande sicurezza grazie anche alle Öhlins e alle Pirelli quasi racing che la equipaggiano, i cambi di direzione sono fulminei e precisi, ma anche sul dritto veloce e in accelerazione, grazie al forcellone più lungo, la moto è molto stabile. 


Speed triple 1200 RR

Triple RS e RR: gemelle diverse

Aggiungiamo che ora la Triumph ha pure una “sorella” vestita, la nuova Speed Triple 1200 RR che darà filo da torcere a diverse concorrenti, ma questa è un’altra storia… Sarebbe anche bello vederla in versione “Street” per sfidare, per esempio, la MV Agusta Superveloce 800. (qui nella nuovissima Edizione Limitata Ago). Chissà, magari a Hinkley ci stanno già pensando!


Speed 1200 RS KTM Superduke

– KTM 1290 SUPERDUKE R

La Supeduke è diversa. Spigolosa e incazzata. La posizione in sella è più alta rispetto alla Triumph, il manubrio è più stretto e te la fa sentire tra le braccia, anche per la presenza del serbatoio “alto”. Sembra quasi piccola e dà la sensazione di domarla dall’alto. Il bicilindrico frulla che è una meraviglia, si fa sentire. Vibra e borbotta.

Il cambio, a differenza della Triumph fa un po’ di fatica soprattutto a regimi più bassi dove l’uso della frizione è quasi obbligatorio. Tutto bene invece quando i giri sono alti: le marce entrano precise sfiorando appena il pedalino. E la folle si trova!

Fino a qui tutto bene, il bello però inizia quando si apre il gas. Il Kappa spinge, tanto e forte. La coppia che scarica sulla ruota posteriore è da trattore e ti catapulta in fondo al rettilineo o fuori da una curva in un tempo che neanche te ne accorgi…

Meno male che c’è l’elettronica che tiene a bada i bollenti spiriti, soprattutto quando, in riva al lago nelle zone d’ombra, l’asfalto è bello viscido e la ruota posteriore cerca di superarti sulla destra. Meglio tornare sulla mappa road…

Passato lo spavento (e il tratto umido sotto gli alberi) riprendiamo a spingere e nei cambi di direzione viene da guidarla in stile motard buttandola a destra e sinistra con le braccia (sempre per quella sensazione di essere in alto che dicevamo prima).

Tra le curve fa divertire e sui tratti dritti fa venire voglia di spalancare a manetta, merito anche del suono cupo classico del 2 cilindri. Pericolo per la patente a quota 10!

Conclusioni

Speed 1200 RS KTM Superduke

Insomma le due Hypernaked sono promesse a pieni voti. Due moto diverse che hanno un pregio in comune: quello di far divertire rimanendo sempre entro i limiti grazie a caratteristiche tecniche che fino a pochi anni fa sarebbero state appannaggio delle Superbike da pista e che oggi possiamo invece godere su mezzi stradali.

Sicuramente l’elettronica aiuta a gestire la tanta potenza a disposizione, ma la guida “soft” sarebbe comunque possibile. Ciò che può far pendere la scelta da una parte o dall’altra sono la differenza tra il “pacato” tre cilindri, più lineare e progressivo e il brutale bicilindrico “tutto e subito”. Una linea più morbida e classica e una più da manga del 2030.

Per il resto, potenza, peso, dotazioni e anche pezzo le due sfidanti si equivalgono. A proposito: 18.100 euro per la Triumph Speed Triple 1200 RS e 18.820 euro per la KTM 1290 Super Duke R.

A voi la scelta!


PAROLA DI ZAVORRINA

• DI MANUELA CAVIGLIA

Beh, questa volta non posso dire che le due moto provate siano le più adatte a noi zavorrine… No, questo giro è stato quasi un massacro.

La Speed Triple 1200 RS, appena seduti in sella sembra comoda: non si sentono vibrazioni e la posizione è decisamente azzeccata anche se abbastanza caricata in avanti. Il serbatoio per reggersi, nonostante tutto, è comodamente raggiungibile. I problemi arrivano dopo qualche chilometro… La sella è dura, troppo dura… e spigolosa. Tanto da indolenzire le gambe da chiedere pietà e una sosta. Meno di un’ora di autonomia. Però c’è da dire che il sorriso che ti rimane stampato sulla faccia quando scendi fa quasi passare in secondo piano il dolore (non è vero, ma come moto è veramente una goduria, anche da passeggera!)

La Superduke posso dire che è stata quasi l’opposto. È vero, appena salita sulla moto ho sentito subito una sella molto ospitale, larga e comoda che mi ha fatto pensare a un confronto impari con la Speed. Una volta in movimento però le vibrazioni del motore si sentono tutte sulle pedane. E sono decisamente forti e un po’ fastidiose, quasi da addormentare i piedi. Nonostante questo, pure sulla KTM la posizione è comoda anche se più alta rispetto alla Triumph, il che fa sentire di più l’aria.

Insomma, la KTM vince ai punti, ma con poco scarto. Sono due moto che hanno un gran fascino, ma decisamente impegnative viste dal nostro punto di vista.