Formula1 Gp di Monza da 0 a 10: le pagelline
Monza sognava un weekend spettacolare e Kimi Antonelli ha deciso di esagerare
Kimi fa più che il fenomeno. Nel Formula1 Gp di Monza parte diciannovesimo, fa una rimonta furiosa e vince. Roba da videogiochi. Alle sue spalle Russell, Verstappen e le due McLaren. Ferrari? Leclerc a muro al primo giro dopo aver ostacolato Hamilton che alla fine chiude sesto. A Maranello, più che champagne, servirebbe una bella dose di pazienza.

10 Antonelli
Partire 19° e vincere a Monza non è una gara. È una dichiarazione di guerra al campionato. Antonelli ha rimontato con una freddezza impressionante, ha sfruttato alla perfezione la strategia Mercedes e nel finale ha trovato anche il modo di mettere pressione a Russell fino a prendersi la vittoria.

È finito persino nella ghiaia mentre attaccava il compagno di squadra. Un piccolo brivido, prima di tornare davanti. Con questa vittoria porta a 66 punti il vantaggio nel Mondiale. A Monza non ha semplicemente vinto. Ha mandato un messaggio molto chiaro a tutti.

9 Gasly
La pole position era stata già una piccola follia. Tenere il comando al via del Formula1 Gp di Monza aveva fatto pensare al miracolo. Poi il ritmo non era quello dei migliori e Gasly è scivolato progressivamente indietro. Ma il settimo posto finale resta un risultato enorme per Alpine. Il sabato ha fatto sognare. La domenica ha portato a casa punti pesanti. Promosso.

8 Verstappen
Il terzo posto è un buon risultato, soprattutto considerando la superiorità Mercedes vista a Monza. Verstappen ha provato a inserirsi nella lotta per la vittoria e ha anche guidato per qualche momento. Alla fine, però, non aveva il ritmo necessario per tenere il passo dei due Mercedes. Porta a casa punti importanti. Ma questa volta il gradino più alto era davvero troppo lontano.

7 McLaren
Norris chiude quarto, davanti a Piastri per appena 197 millesimi. Una volata finale che vale quasi più del risultato. Gara solida, senza grandi errori, ma senza nemmeno trovare l’occasione per inserirsi nella lotta per il podio.
Piastri quinto e attaccato a Norris fino alla bandiera a scacchi. La differenza tra i due è stata praticamente invisibile. Insomma, per i Papaya una gara concreta, anche se il podio resta un’altra storia.

6 Colapinto
Una gara da montagne russe. Parte davanti, perde tantissimo dopo un’escursione sulla ghiaia e precipita fino alle retrovie. Poi reagisce e risale fino alla nona posizione. Non perfetto, ma bravo a non buttare via la gara dopo l’errore.
5 Tsunoda
Chiude decimo e porta a casa l’ultimo punto disponibile. La gara non è stata memorabile, ma almeno il risultato c’è. Peccato per la partenza iniziale fuori posizione che ha costretto a interrompere il primo tentativo di restart. A Monza, comunque, basta poco per trasformare una giornata anonima in una giornata utile.

4 Leclerc
Il voto è inevitabilmente basso. Leclerc era partito terzo e aveva davanti la possibilità di regalare a Ferrari una gara da protagonista. Invece è finito contro le barriere alla Parabolica dopo appena due giri. La chiusura peggiore di una gara iniziata male ostacolando Hamilton e facendolo finire in mezzo al traffico. Weekend da dimenticare

3 Alonso
Un’altra domenica complicata per Aston Martin. Alonso ha combattuto nelle retrovie, senza riuscire a trovare una vera svolta. Poi il ritiro ha chiuso definitivamente una gara già difficile. Zero punti e un’altra occasione persa.
2 Stroll
Anche lui fuori gara, con Aston Martin che chiude Monza con una doppia bocciatura. Stroll si è fermato dopo 26 giri, contribuendo a quella fase di Virtual Safety Car che ha cambiato anche la strategia dei protagonisti. Per Aston Martin, decisamente, non era il weekend giusto.
1 Ferrari
Monza doveva essere la festa della Ferrari. È diventata la festa di Antonelli. Leclerc fuori dopo appena due giri. Hamilton sesto dopo essere precipitato nelle retrovie al primo giro. Nessun podio davanti al pubblico di casa. Peggio era difficile immaginarlo.

0 La penalità di Antonelli
È un voto alla situazione paradossale che ha trasformato il Gran Premio d’Italia in una delle gare più incredibili degli ultimi anni: il leader del Mondiale costretto a partire 19° per una penalità legata alla power unit e poi capace di vincere. Forse Monza aveva semplicemente deciso che il protagonista doveva essere lui.