Corvette Stingray, prova del V8 americano da 495 CV
Prova su strada della Corvette Stingray C8: V8 aspirato da 6.2 litri che regala emozioni e sfida le supercar europee senza paura
Dimenticate per un attimo l’immagine della classica muscle car americana; la Corvette Stingray C8 super i vecchi dogmi, trasformando una storia fatta di V8, grandi cilindrate e tanta voce in una vera supercar moderna. Il segreto è soprattutto dietro i due sedili: il motore è centrale, una rivoluzione che ha cambiato completamente il modo di intendere la Corvette.

Abbiamo provato la versione Stingray, quella più fedele alla filosofia originale, con il V8 aspirato 6.2 litri da 495 CV, cambio doppia frizione a otto rapporti e una dotazione tecnica che oggi permette alla sportiva americana di giocarsela con rivali europee ben più costose.

La Stingray resta una Corvette
Il nome Stingray non è casuale. È una denominazione che accompagna la Corvette dal 1963 e che ancora oggi identifica la versione più pura della sportiva americana. La C8, però, rompe con il passato anche dal punto di vista estetico.

Il lungo cofano delle generazioni precedenti lascia spazio a proporzioni più compatte e aggressive, mentre la cabina arretrata e la coda corta fanno capire immediatamente che sotto la carrozzeria è successo qualcosa di grosso.

La Corvette si riconosce da qualsiasi angolazione, ma questa volta lo fa con un linguaggio molto più vicino a quello delle supercar europee. Ed è probabilmente questo il primo segnale che la C8 non vuole più essere soltanto la simpatica americana con il V8.

Il V8 aspirato è ancora il protagonista
Poi si gira la chiave, si preme il pulsante e la discussione finisce. Un V8 aspirato da 6.162 cc è uno di quei motori che non hanno bisogno di presentazioni. Distribuzione ad aste e bilancieri, 495 CV a 6.450 giri e 613 Nm di coppia a 4.500 giri: numeri che raccontano solo una parte della storia.

Il resto arriva attraverso il rumore che accompagna una spinta progressiva e molto fisica. La Corvette Stingray raggiunge i 100 km/h da ferma in 3,5 secondi e può arrivare a 296 km/h. Ma la cosa interessante è che il V8 non trasforma la C8 in una macchina ingestibile, anzi. Ai regimi più bassi sa essere sorprendentemente docile e permette di guidare anche senza stare sempre con il coltello tra i denti.

Una Gran Turismo che sorprende, in città e tra le curve
È proprio questa la caratteristica più sorprendente della Corvette Stingray: il suo doppio carattere. In modalità più tranquilla può essere una gran turismo piacevole, con sospensioni capaci di assorbire abbastanza bene le imperfezioni e un abitacolo nel quale si possono affrontare anche distanze un po’ più lunghe.

La disattivazione dei cilindri permette inoltre al V8 di funzionare temporaneamente come un quattro cilindri quando le condizioni lo consentono. I consumi restano inevitabilmente importanti in città, dove si possono raggiungere i 16-17 l/100 km, mentre in situazioni più “stabili” di marcia si possono toccare consumi che arrivano a 12 l/100 km, non poco, ma accettabile.

Se poi si sposta il selettore sulla mappa Sport cambia tutto. Le sospensioni adattive Magnaride diventano più rigide, lo sterzo acquista rapidità, il cambio Tremec doppia frizione diventa più aggressivo. Ma la cosa più bella è che gli scarichi lasciano respirare ancora di più il V8 offrendo un sound rauco e pieno che entra nell’abitacolo prepotente.

È qui che la Corvette C8 dimostra quanto sia cambiata rispetto alle sue antenate. Il motore centrale sposta il comportamento della vettura verso una dimensione decisamente più sportiva, con un avantreno preciso e un posteriore che segue la traiettoria senza mettere in difficoltà chi guida. Lo sterzo è rapido, anche se non è il massimo per comunicatività, ma la vettura trasmette rapidamente confidenza.

La Corvette Stingray è agile, stabile e soprattutto intuitiva: permette di guidare puliti e precisi, ma anche di divertirsi con un retrotreno che, quando l’elettronica lascia spazio, può diventare protagonista. Tra le curve sa davvero andare forte, e questa è forse la più grande sorpresa della C8.

Interni racing ma anche comodi
L’abitacolo della Corvette C8 è una vera cabina di comando, con una strumentazione digitale orientata verso il conducente e una posizione di guida molto raccolta. Molto racing il volante sagomato e i rivestimenti in Alcantara.

Rispetto alla versione precedente cambia la disposizione dei comandi, abbandonando l’infinita linea di tasti sulla consolle centrale in favore di una disposizione più “logica”.

Quando abbiamo provato la E-Ray lo abbiamo notato; molto scenografica, ma effettivamente scomoda. Nonostante la modifica, però, alcuni comandi rimangono poco intuitivi da trovare, bisogna farci l’abitudine.

Con l’aggiornamento 2026 arriva un ulteriore schermo sulla sinistra del guidatore che offre informazioni sui settaggi dell’auto.

Un prezzo che resta la sua arma migliore
In Italia la Corvette Stingray è distribuita ufficialmente da Cavauto, con prezzi che partono da 108.800 euro per la coupé 2LT e arrivano a 116.601 euro per la cabrio. La più ricca 3LT parte invece da 113.174 euro per la coupé.

Numeri importanti, certo, ma decisamente interessanti quando sul piatto ci sono un V8 aspirato centrale da 495 CV, prestazioni da supercar e un carattere che nessun motore elettrico può replicare allo stesso modo. La Corvette Stingray, insomma, non ha smesso di essere americana: ha semplicemente imparato a giocare secondo le regole degli europei.