AGV Pista GP R³, la nuova frontiera della sicurezza in moto
Il nuovo casco racing con sistema Sphera RLS promette una protezione sei volte maggiore rispetto ai migliori caschi in commercio
Ci sono caschi che fanno il loro lavoro e caschi che, nel tempo, diventano un riferimento; il Pista GP di AGV appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Nato nel 2011, è diventato uno dei simboli del mondo racing e ora si prepara a cambiare ancora.

Si chiama AGV Pista GP R³ ed è l’ultima evoluzione del casco racing della Casa italiana. Un progetto sviluppato pensando soprattutto a chi in pista non vuole compromessi, con una novità importante sul fronte della protezione dagli impatti obliqui. Il nuovo casco sarà utilizzato dai piloti AGV di MotoGP, Moto2 e Moto3 a partire dalle prove libere del venerdì del Gran Premio di San Marino e della Riviera Romagnola 2026.

Più di 100 nuovi stampi per AGV Pista GP R³
Guardandolo si riconosce subito. Il linguaggio estetico del Pista GP è rimasto quello che conosciamo, ma sotto la superficie praticamente tutto è stato rivisto. La calotta è realizzata interamente in fibra di carbonio e per sviluppare il nuovo Pista GP R³ sono stati realizzati oltre 100 nuovi stampi dedicati a componenti nuovi o completamente ridisegnati.

L’obiettivo di AGV è stato piuttosto chiaro: migliorare sicurezza, aerodinamica, ventilazione e comfort senza perdere quelle caratteristiche che hanno reso famoso il Pista GP. Il risultato è quindi un casco che non vuole semplicemente essere il nuovo modello della gamma. Vuole rappresentare la più importante evoluzione della piattaforma Pista GP dalla sua nascita.

AGV Sphera RLS, la novità più importante
La vera rivoluzione è però dentro il progetto e riguarda la gestione degli impatti obliqui. Il Pista GP R³ introduce infatti AGV Sphera con tecnologia RLS, Release Layer System, un sistema sviluppato per limitare le conseguenze delle accelerazioni rotazionali che possono verificarsi quando il casco colpisce il terreno o un ostacolo con un impatto non perfettamente frontale.

In queste situazioni il casco e il cranio possono essere sottoposti a una rotazione mentre il cervello, sospeso nel liquido cerebrospinale, tende a seguire il movimento con un leggero ritardo. È proprio questa differenza di movimento a rappresentare uno degli aspetti più delicati degli impatti obliqui. AGV Sphera nasce per intervenire proprio in questa fase.

Il casco può “scivolare” durante l’impatto
Il sistema utilizza un guscio esterno applicato alla calotta e separato da quest’ultima attraverso una matrice composta da centinaia di microsfere. In caso di impatto obliquo, AGV Sphera è progettato per distaccarsi in maniera controllata. In questo modo parte dell’energia viene dissipata e si cerca di limitare la rotazione trasmessa alla testa.

Secondo i test condotti da enti indipendenti e riportati da AGV, questa soluzione avrebbe evidenziato una riduzione di sei volte del rischio di concussione cerebrale rispetto a una configurazione priva del sistema Sphera RLS. È una delle caratteristiche più interessanti del nuovo Pista GP R³ e, soprattutto, rappresenta un approccio diverso alla gestione degli impatti rispetto alla semplice capacità della calotta di assorbire energia.

AGV Pista GP R³ omologato FIM
Il Pista GP R³ è stato progettato secondo i requisiti del nuovo standard FIM FRHPhe-02, l’ultima evoluzione del protocollo della Federazione Internazionale del Motociclismo dedicato ai caschi racing. Non è un dettaglio secondario.
Il nuovo standard ha posto particolare attenzione proprio alla gestione degli impatti obliqui e alle sollecitazioni rotazionali. AGV ha quindi sviluppato il Pista GP R³ cercando di rispondere alle nuove esigenze senza trasformare il casco in un oggetto più pesante o meno efficace dal punto di vista aerodinamico.

L’aerodinamica dellì AGV Pista GP R³ è stata sviluppata anche in curva
Quando si parla di aerodinamica di un casco da gara si pensa facilmente alla posizione sul rettilineo. In realtà, per un pilota MotoGP c’è un’altra situazione altrettanto importante: la curva. Quando il pilota ruota la testa verso il punto di corda o verso l’uscita, cambiano le forze aerodinamiche che agiscono sul casco. AGV ha quindi lavorato anche su questo aspetto, sviluppando il Pista GP R³ in galleria del vento e successivamente validandolo in pista con i propri piloti MotoGP.

Lo spoiler posteriore è stato completamente ridisegnato, modificando dimensioni e superfici laterali. L’obiettivo è ridurre il drag quando la testa è ruotata e rendere il comportamento aerodinamico il più neutro possibile. Una soluzione pensata non soltanto per la prestazione pura, ma anche per diminuire l’affaticamento del pilota durante la gara.

Più aria dentro, meglio gestita
Anche la ventilazione è stata aggiornata. Le nuove prese d’aria sono realizzate in Grilamid, un materiale composito che combina componente plastica e fibra di carbonio, mentre gli estrattori posteriori sono stati ridisegnati per migliorare il flusso dell’aria in uscita.
L’idea è semplice: portare aria fresca all’interno del casco e smaltire più rapidamente il calore prodotto durante la guida in pista. Anche in questo caso, però, non si tratta soltanto di comfort. Il flusso d’aria contribuisce anche all’equilibrio aerodinamico generale del casco.

AGV Pista GP R³ nuovo fuori ma anche dentro
Il lavoro sul comfort passa anche dai nuovi interni, più avvolgenti ed ergonomici. AGV ha cercato di aumentare la sensazione di libertà mantenendo quella calzata racing che rappresenta una delle caratteristiche fondamentali di un casco progettato per la pista. Poi c’è la visiera, da sempre uno dei punti distintivi della famiglia Pista GP.
Il campo visivo è molto ampio sia in senso orizzontale sia verticale. Una caratteristica fondamentale quando si guida in pista e bisogna individuare rapidamente la traiettoria, un avversario o un eventuale ostacolo.

È proprio parlando della visibilità che torna alla mente una delle frasi più celebri legate al Pista GP. Quando Valentino Rossi lo indossò per la prima volta lo descrisse come il passaggio “dallo schermo di una TV al cinema”.
Sul Pista GP R³ la visiera è stata ulteriormente evoluta. Arriva fino a 5 millimetri di spessore e utilizza un meccanismo di apertura con una forza di ritenzione superiore, studiato per ridurre il rischio di apertura durante un impatto.

La tecnologia cresce, il peso resta invariato
C’è poi un dato che farà sicuramente piacere a chi guarda prima di tutto alla leggerezza. Nonostante l’introduzione di nuove tecnologie, il sistema Sphera RLS, la nuova omologazione FIM e tutti gli aggiornamenti effettuati, il peso del Pista GP R³ rimane invariato rispetto al predecessore.
Un risultato ottenuto lavorando praticamente su ogni componente. Per un casco racing, dove anche pochi grammi possono diventare importanti dopo molti giri, non è certamente un aspetto trascurabile.

Il nuovo AGV Pista GP R³ arriva dalla MotoGP
Il Pista GP R³ nasce quindi con una responsabilità importante: raccogliere l’eredità di un casco diventato un’icona e portarla verso una nuova generazione. La presenza dei piloti AGV nello sviluppo non è soltanto un elemento di comunicazione.

La MotoGP è stata utilizzata come laboratorio per affinare aerodinamica, ventilazione e comportamento del casco nelle condizioni più estreme. Il casco è stato usato da Luca Marini, Marco Bezzecchi e Franco Morbidelli.

Adesso il Pista GP R³ è pronto per arrivare anche agli appassionati che cercano un prodotto racing senza compromessi.
Info su agv.com/it
