MotoGP di Misano da 0 a 10: le pagelline
Marquez approfitta della caduta del Bez per portarsi in testa al mondiale. Sul podio Alex e Acosta
Il MotoGP di Misano doveva essere il teatro dello scontro tra Marco Bezzecchi, Marc Márquez e Jorge Martín. Lo è stato. Solo che il copione è saltato dopo poche curve. Bezzecchi partiva dalla pole con tanto di nuovo record della pista, primo pilota della storia di Misano sotto il muro dell’1’30”. Marc era secondo, Martín quinto. Sulla carta, tutto apparecchiato per una domenica da ricordare.

E infatti è stata una domenica da ricordare. Ma soprattutto per Marc Márquez, che ha trasformato la caduta del rivale in una nuova occasione per mettere le mani sul Mondiale. Alla fine davanti ci sono Marc, Alex Márquez e Pedro Acosta. Quarto Fermín Aldeguer, quinto Jorge Martín. Sei spagnoli nei primi sei posti, perché anche Raúl Fernández ha chiuso sesto. Misano, praticamente, sembrava diventata Jerez con il mare vicino.

10 Marc Marquez
Dopo la Sprint vinta il sabato, Marc si prende anche la gara lunga. E soprattutto si prende la testa del Mondiale. La caduta di Bezzecchi gli ha spalancato la porta, ma poi bisognava attraversarla. E Márquez lo ha fatto con la solita capacità di leggere la gara, senza farsi trascinare nel caos. Martin lo ha superato al settimo giro, ma Marc non si è scomposto. Al dodicesimo è tornato davanti alla curva 6 e da quel momento ha costruito la vittoria. Adesso è a 274 punti, come Martín. Solo che Marc ha cinque vittorie contro una. Primo nel Mondiale. A 37 anni? No, nel suo caso ormai l’età è un dettaglio burocratico.

9 Alex Marquez
Secondo, a meno di sette decimi dal fratello. E soprattutto protagonista di una gara molto più cattiva di quanto dica il distacco finale. Alex ha battagliato con Acosta, ha superato Martín e nel finale si è avvicinato parecchio a Marc. Non abbastanza per tentare l’assalto decisivo, ma sufficiente per tenere il fratello sotto pressione fino alla bandiera. Per una volta il cognome Márquez non è sinonimo soltanto di Marc. Anche se davanti, guarda caso, c’era sempre lui.

8 Acosta
La KTM non sembrava esattamente pronta per il podio. Acosta invece sì. Ha combattuto con Alex, ha superato Martín e si è preso un terzo posto pesante nel MotoGP di Misano. Ancora una volta il pilota sembra riuscire a tirare fuori dalla moto qualcosa che sulla carta non dovrebbe esserci. E soprattutto ha battuto una serie di Ducati e Aprilia più accreditate. Il problema è sempre quello: quando arriverà finalmente una KTM capace di dargli una mano?

7 Aldeguer
Quarto e davanti a Jorge Martín. Non male per uno che ormai sta diventando una presenza fissa nelle zone alte della classifica. Aldeguer ha approfittato del calo di Martín, ma non si è limitato a raccogliere regali. È stato aggressivo, preciso e soprattutto concreto. La Ducati Gresini continua a essere una palestra interessante per il giovane spagnolo. E il quarto posto di Misano conferma che il ragazzo non è lì per caso.
6 Martin
Quinto. Ma il risultato racconta soltanto metà della storia. Martin è stato anche leader della gara. Al settimo giro ha passato Marc e sembrava poter cambiare completamente il copione della domenica. Poi il ritmo è calato e sono arrivati prima Alex, poi Acosta e infine Aldeguer. La spiegazione è arrivata dopo: problemi al braccio, con l’arm pump che gli ha tolto qualcosa proprio quando serviva tutto. Resta leader a pari punti con Marc? No. Adesso Marc è davanti. Ma il campionato è ancora apertissimo.

5 Fernández
Sesto e quindi protagonista di uno storico pokerissimo spagnolo ai primi cinque, diventato addirittura una top six tutta spagnola. Raúl ha fatto una gara intelligente, senza cercare miracoli che probabilmente la sua Aprilia non gli avrebbe concesso. È arrivato dietro Martín ma davanti a parecchi nomi importanti. Un risultato concreto, anche se lontano dai riflettori dei tre che si giocavano il podio.
4 Marini
Nono al traguardo e primo degli italiani. A Misano, davanti al pubblico di casa, non è esattamente il risultato che si sognava. Però Marini ha fatto una gara molto più interessante di quanto suggerisca la posizione. Per buona parte della gara è stato il miglior italiano in pista, davanti anche a piloti con moto sulla carta più competitive. Poi nel finale ha perso terreno. Il problema è che quando il tuo connazionale vince il GP… e tu sei nono, la festa resta un po’ più rumorosa nelle tribune che nel box.
3 Di Giannantonio
Settimo al traguardo del MotoGP di Misano, ma da Diggia ci si aspettava qualcosa in più. Partiva quarto e aveva mostrato velocità nel weekend. In gara, però, non è riuscito a trasformare il potenziale in una vera lotta per le posizioni che contano. Ha portato a casa punti importanti, ma è mancata quella scintilla che sabato sembrava esserci.
2 Bastianini
Ottavo dopo essere partito addirittura dalla sedicesima posizione. La rimonta è buona, inutile girarci intorno. Però Enea resta lontano dalla zona dove dovrebbe stare quando ha una KTM sotto il sedere. Ha recuperato, ha combattuto e ha chiuso davanti a Marini? Sì. Ma per trasformare una rimonta in una gara da ricordare serve qualcosa in più. A Misano è stata una buona domenica, non una grande domenica.
1 Bezzecchi
Qui il voto fa male. Perché il weekend di Bezzecchi meritava tutt’altro finale. Pole position con record assoluto della pista. Vittoria nella Sprint sfiorata ma sfumata contro Marc. Prima fila. Ritmo. Pubblico dalla sua parte. E in gara parte davanti. Poi arriva curva 12 e finisce tutto. Bezzecchi perde l’anteriore nel primo giro mentre è al comando. Si rialza, ma il danno al campionato è enorme: ora è a 33 punti da Marc e Martín. Il voto è basso perché l’errore arriva nel momento peggiore possibile. Il weekend, fino a quel momento, era da 10.

0 Bagnaia
Quattro ritiri nelle ultime cinque gare. Anche nella gara del MotoGP di Misano volta fuori. Pecco parte dalla quattordicesima posizione dopo un weekend complicato e in gara non riesce a raddrizzare la situazione. La caduta arriva mentre il suo compagno di squadra sta andando a vincere e a prendersi la leadership del Mondiale. È uno di quei momenti nei quali anche la statistica sembra accanirsi. Bagnaia aveva bisogno di una risposta. Misano gli ha dato un’altra caduta.
