Inaugurato il nuovo museo FIM: un percorso completo nella storia del motociclismo, dalle icone del passato ai campioni di oggi
Da oggi chi ama storia del motociclismo, piloti leggendari, mezzi iconici e imprese sportive al limite del mitologico ha un uovo punto di riferimento: il Racing Motorcycle Museum FIM di Losanna. Inaugurato durante il weekend dedicato ai FIM Awards 2025 non è una semplice esposizione, ma un vero e proprio viaggio attraverso decenni di evoluzione tecnica e passione corsaiola.
L’apertura ufficiale è avvenuta davanti ai campioni del mondo 2025 e alle più alte cariche della Federazione Internazionale del Motociclismo, trasformando il taglio del nastro in un momento simbolico per tutto il movimento.

La vecchia sede FIM diventa il Racing Motorcycle Museum
La location scelta per il museo non è una qualunque: si tratta della precedente sede centrale della FIM, nel comune di Mies, alle porte di Losanna. Un luogo che conosce bene la storia del motociclismo, perché ne è stato per anni il cuore amministrativo e istituzionale. Oggi, quegli stessi spazi sono stati trasformati in una grande vetrina permanente: un luogo dove il passato incontra il presente e dove gli appassionati possono riscoprire radici, evoluzioni e conquiste del motorsport su due ruote.
Il percorso espositivo abbraccia tutte le discipline sotto l’egida della FIM, dal motocross alla velocità, dal trial al rally-raid, mostrando quanto vasto e variegato sia il panorama delle competizioni motociclistiche mondiali.

La Hall of Fame, tra leggende e nuovi eroi
Subito dopo il taglio del nastro, Jorge Viegas e Fabio Muner hanno chiamato sul palco alcune tra le figure più iconiche di sempre: Giacomo Agostini, 15 volte campione del mondo; Harry Everts, quattro volte iridato nel motocross; la leggenda del trial Sammy Miller; e Carmelo Ezpeleta, il CEO di Dorna e architetto della MotoGP moderna.
Sono loro i primi membri ufficiali della nuova Hall of Fame FIM, un riconoscimento che celebra non solo i risultati sportivi, ma anche l’impatto culturale e tecnico che questi protagonisti hanno avuto sul motociclismo globale.

Dai campioni 2025 ai miti assoluti: le moto esposte
Il cuore pulsante del museo sono naturalmente le moto. E parliamo di pezzi unici, ognuno con una storia da raccontare. Ci sono i mezzi dei campioni 2025, da Marc Márquez — tornato iridato in MotoGP — a Toprak Razgatlioglu, passando per Toni Bou, Daniel Sanders, Josep Garcia, Bartosz Zmarzlik e Romain Febvre.
Accanto alle moto contemporanee, brillano quelle che hanno segnato epoche intere. È impossibile non restare incantati davanti alla AJS Porcupine con cui Leslie Graham vinse il primo Mondiale Grand Prix nel 1949, o davanti alla Honda RC166 sei cilindri di Mike Hailwood, una delle moto più iconiche della storia.
E ci sono anche pezzi che parlano a generazioni di tifosi italiani: la Yamaha YZR-M1 del 2004 di Valentino Rossi, la Honda RC213V 2018 di Marc Márquez e persino la Zaeta DT450RS di Francesco Cecchini. Ogni modello è lì non solo come oggetto da ammirare, ma come testimonianza viva dell’evoluzione tecnica e sportiva di uno sport che non ha mai smesso di correre verso il futuro.

Racing Motorcycle Museum non guarda solo al passato
Il Racing Motorcycle Museum non è un mausoleo nostalgico, ma una celebrazione dinamica. Raccoglie la memoria del motociclismo per raccontarla in chiave moderna, facendo emergere i valori, le innovazioni e lo spirito competitivo che hanno costruito la storia di questo sport.
L’inaugurazione è solo il primo passo: il museo mira a diventare un punto di riferimento internazionale, non solo per gli appassionati, ma anche per scuole, eventi, collezionisti e per chiunque abbia voglia di scoprire cosa significhi davvero correre su due ruote.
A Losanna, da oggi, c’è un nuovo luogo dove i motori non smetteranno mai di ruggire.