Formula1 Gp d’Ungheria da 0 a 10: le pagelline
Il Mondiale va in vacanza con una certezza e una domanda. La certezza si chiama Kimi Antonelli, che anche quando non vince riesce ad allungare in classifica. La domanda è invece questa: dov’era finita questa McLaren?
Al Hungaroring, Lando Norris domina dalla pole alla bandiera a scacchi e regala alla squadra di Woking la prima vittoria della stagione. Alle sue spalle chiude un solidissimo Max Verstappen, mentre Antonelli sfrutta una Virtual Safety Car per salire sul podio. La Ferrari, invece, esce da Budapest con tanti rimpianti: una strategia discutibile e una penalità costano un podio che sembrava ormai in tasca.

10 Norris
In Ungheria non sbaglia nulla. Pole position, gestione perfetta delle gomme e una vittoria con oltre quindici secondi di vantaggio. Quando la McLaren gli dà una macchina all’altezza, Lando ricorda a tutti perché è uno dei talenti più puri della Formula 1.

9 Verstappen
Porta la Red Bull al secondo posto con una gara intelligente e senza errori. Il sorpasso su Hamilton vale mezzo podio e tutto il costo del biglietto. Max conferma che gli aggiornamenti della RB stanno finalmente dando i loro frutti.

8 Antonelli
Non ha il passo di Norris, ma sfrutta alla perfezione la Virtual Safety Car e si prende un altro podio pesantissimo. Mentre gli altri si complicano la vita, lui continua ad aggiungere punti alla classifica mondiale.

7 Hadjar
Anche a Budapest chiude davanti a piloti ben più esperti e conferma di essere uno dei rookie più convincenti della stagione. Pulito, concreto e sempre nel posto giusto.

6 Leclerc
Salva la domenica Ferrari. Il quarto posto arriva grazie alla penalità inflitta a Hamilton, ma Charles resta sempre in gara e approfitta di ogni occasione. Non basta per sorridere, però evita un bilancio ancora più pesante.

5 Hamilton
IUn ottimo quarto posto che sa di beffa. Una strategia che lui stesso fatica a comprendere e poi la penalità per eccesso di velocità in pit lane trasformano una bella domenica in un mezzo disastro.

4 Russell
Partenza da incubo, rimonta dignitosa. Perde tantissimo allo start e si ritrova a inseguire per tutta la gara. Alla fine limita i danni con il settimo posto, ma da uno che vuole giocarsi il Mondiale ci si aspetta molto di più.

3 Piastri
Sembrava lanciato verso una doppietta McLaren, poi l’incidente con Sainz mentre lo doppiava e un problema lo costringono al ritiro. La sfortuna ci mette del suo, ma quando un’occasione così sfuma resta solo tanta amarezza.

2 Sainz
Nel weekend peggiore possibile trova anche il modo di complicare la gara di Piastri. La Williams continua a soffrire e il contatto con la McLaren pesa sul bilancio della sua domenica. Da dimenticare.
1 La strategia Ferrari
Hamilton esce dai box chiedendosi ancora oggi perché sia stato richiamato ai box proprio in quel momento. Quando il primo a non capire la scelta è il tuo pilota, significa che qualcosa non ha funzionato.

0 La fortuna di Piastri
Se esiste una classifica della sfortuna, Oscar oggi la sta vincendo a mani basse.