ErreErre ForGiotto: quando un’idea diventa leggenda
Questa esclusiva RetroVision dall’anima artigianale rende omaggio a Giotto Bizzarrini
Ci sono auto che nascono in fabbrica e altre che prendono forma nel cuore di chi le immagina. La ErreErre Fuoriserie ForGiotto appartiene decisamente alla seconda categoria. Non è un semplice esercizio di stile, e nemmeno l’ennesima reinterpretazione nostalgica di un’icona del passato.

È qualcosa di diverso, di più profondo, quasi intimo: un omaggio personale a Giotto Bizzarrini e, allo stesso tempo, una dichiarazione d’amore per un certo modo di intendere l’automobile. Un modo fatto di linee pure, passione artigianale e meccanica viva, capace di emozionare ancora prima di mettere in moto.

Dietro a questo progetto c’è l’atelier torinese ErreErre Fuoriserie, fondato da Gianluca Rubatto e Fabrizio Rossini, quest’ultimo allievo diretto di Bizzarrini per cinque anni. Ed è proprio questo legame umano e professionale a dare alla ForGiotto un valore che va oltre l’estetica e le prestazioni.

RetroVision: un nuovo modo di guardare al passato
Chiamarla restomod sarebbe riduttivo, chiamarla retromod sarebbe sbagliato. ErreErre preferisce un termine nuovo, RetroVision, e per una volta il neologismo funziona davvero bene. La ForGiotto non nasce dalla base di un’auto storica e non è nemmeno la versione vintage di un modello moderno. È un’auto che Bizzarrini avrebbe potuto – e forse voluto – realizzare, ma che non ha mai visto la luce. Fino ad ora.

È una visione retro-futurista, un ponte ideale tra ciò che è stato e ciò che avrebbe potuto essere, resa concreta da mani esperte e da una maniacale attenzione ai dettagli. Qui l’ispirazione non è copia, è interpretazione colta, rispettosa e profondamente sentita.

Due miti in una sola carrozzeria
Basta uno sguardo alla ForGiotto per capire da dove nascono le sue forme. Il frontale riprende lo spirito e l’eleganza della Iso Grifo A3/C, disegnata da un giovane Giugiaro per Bertone e progettata proprio da Bizzarrini. La parte posteriore, invece, strizza l’occhio alla leggendaria Ferrari 250 GT SWB Breadvan, altra creatura firmata da Giotto insieme alla Carrozzeria Sports Cars di Piero Drogo.

Il risultato è una silhouette filante e muscolosa allo stesso tempo, con proporzioni da vera gran turismo racing. La carrozzeria è interamente in alluminio battuto a mano e questo, da solo, basterebbe a raccontare la filosofia del progetto.

Ma poi arrivano i particolari a fare la differenza: i cerchi con il gallettone, la presa d’aria laterale, le tabelle portanumero tonde, la coda tronca scolpita per gestire il flusso dell’aria. Ogni elemento ha una funzione, ma anche un’anima estetica.

ErreErre ForGiotto su misura del pilota
Degli interni non esistono ancora immagini ufficiali, ma l’idea è già chiarissima. La ForGiotto sarà spartana, essenziale e corsaiola, come le auto di una volta, ma senza rinunciare al lusso discreto e alle finiture di altissimo livello. L’alluminio della plancia riprenderà il colore della carrozzeria, la strumentazione sarà rigorosamente analogica e il volante in legno completerà un’atmosfera da cockpit d’altri tempi.

Il bello, però, è che nulla sarà standard. Ogni cliente potrà personalizzare materiali, rivestimenti e dettagli. Inoltre, grazie alla collaborazione con Iso Restorations, sarà possibile realizzare fino a cinque esemplari utilizzando telai e ricambi originali Iso Rivolta dell’epoca, oppure scegliere una costruzione ex-novo con componenti aggiornati e migliorati. Un’abitabilità su misura, costruita intorno alla visione e ai desideri di chi la commissiona.

V8 Chevrolet e numeri da vera sportiva
Anche sotto il cofano, la coerenza con il mondo Bizzarrini è totale. La ErreErre Fuoriserie ForGiotto monta il leggendario V8 Chevrolet “small block” 327 da 5.358 cc, lo stesso utilizzato da molte opere firmate Giotto. A seconda della configurazione, la potenza varia dai 300 a oltre 400 CV, scaricati sulle ruote posteriori attraverso un cambio Borg-Warner a quattro marce e un carburatore quadricorpo.

Con un peso intorno ai 1.200 kg, le prestazioni sono all’altezza dell’aspetto: velocità massima oltre i 250 km/h e un rapporto peso/potenza che promette sensazioni pure, viscerali, senza filtri elettronici. Le dimensioni compatte e l’altezza di appena 111 cm completano il quadro di una coupé estrema, pensata prima di tutto per la guida e per il piacere meccanico.

ErreErre ForGiotto, un’opera d’arte su ruote solo per pochi
La consegna del primo esemplare della ForGiotto è prevista dopo l’estate del 2026, e il prezzo parte da 690.000 euro più IVA, comprensivo anche della A3/C fornita da Iso Restorations. Una cifra importante, certo, ma perfettamente in linea con l’esclusività, il lavoro artigianale e il valore storico e culturale di un progetto di questo livello.

La ErreErre Fuoriserie ForGiotto non è pensata per i grandi numeri, non vuole compiacere il mercato e nemmeno seguire una moda. È un tributo autentico, una retrovisione romantica e ingegneristica insieme, capace di unire passato e presente in un’unica forma scolpita nel metallo. E in un’epoca fatta di schermi e silenzi elettrici, sentire ancora battere il cuore di un V8, in nome di Bizzarrini, è forse la cosa più rivoluzionaria di tutte.