Formula 1 GP del Messico: le pagelline
Quello che tutti aspettavamo, sapevamo e non dicevamo. Per scaramanzia, si è avverato
Il Formula 1 GP del Messico ha scritto una pagina di storia. Antonelli Campione del Mondo. Tutto il resto passa in secondo piano, compresa la prima pole di Hamilton con la Ferrari, il suo terzo posto all’arrivo, la vittoria di Verstappen e l’ennesima pessima figura del muretto rosso incapace di gestire i suoi piloti.

20 e Lode Antonelli
“Venti” come i suoi anni, “e lode” come i più bravi che si laureano. Terzo in gara, primo nella storia. A vent’anni conquista il Mondiale, roba mai successa prima. Una faccia pulita, un ragazzo per bene che mette tutti d’accordo. Sul podio è portato in trionfo da due che hanno fatto la storia della Formula 1, e se non è questo un segno, un passaggio di consegne, ditemi voi cosa stiamo vivendo. Grazie Kimi, anzi grazie Andrea che fa ancora più italiano.

10 Hamilton
Pole, secondo posto e pressione costante su Verstappen fino alla bandiera a scacchi. La vittoria sfugge per meno di un secondo, ma soprattutto grazie a Leclerc. Finalmente questa Ferrari ha qualcosa da raccontare.

9 Verstappen
Parte quinto, si ritrova secondo già al via e poi si prende la gara con strategia e sangue freddo. Hamilton gli soffia sul collo fino alla fine, ma Max non concede niente. Weekend da campione.

8 Hirakawa
Viene catapultato su una F1 al posto del cacciato (in malo modo, tra l’altro) Ocon. E il giapponese mica si mette in top ten e porta punti in casa Haas? Mica male come esordio
7 Lindblad
Fino al colpo da biliardo di Piastri contro la sua macchina si stava giocando la top ten. Peccato meritava qualcosa di più
6 Bearman
Dai che prima o poi la macchina buona arriva. In teoria una Ferrari, ma forse è meglio cambiare aria. Per il Formula 1 GP del Messico invece serviva un Hulk meno irruente visto che lo sbattuto fuori

5 Norris
Quinto e senza il guizzo per cambiare la domenica. Prova a mettere pressione a Leclerc nel finale, ma la Ferrari resiste. Gara concreta, niente fuochi d’artificio.
4 Piastri
Settimo al traguardo, dopo una gara complicata e il contatto con Lindblad nel finale. La penalità successiva lo fa scivolare fuori dai punti: un altro fine settimana che non gira.
3 Leclerc
Il passo c’è, il risultato è discreto, la gestione del duello con Hamilton molto meno. Taglia la prima curva, incassa cinque secondi di penalità e lascia a Verstappen la porta aperta togliendo le speranze di vittoria al povero Luigino. Quarto: occasione sprecata e lavata di capoccia meritata (e probabilmente non arrivata da un Team Manager che non sa tenere le redini del Cavallino)

2 Alpine
Penalizzati, irrispettosi della sicurezza, retrocessi, multati, spuntati (sulla patente) e poi, a fine gara, li avrei voluti vedere al debrief con Briatore… Altro che Dias de Los Muertos.

1 Russell
Perde posizioni al via, poi il contatto con Hadjar e la penalità di dieci secondi. La Mercedes festeggia il titolo, lui passa una domenica decisamente meno memorabile.

0 Cadillac
Il tentato omicidio di Bottas non è da classifica nelle pagelline. Ma può cedere la sospensione così, di botto, all’improvviso? No dai, siamo in Formula1 mica alla pista dei go kart elettrici.