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Superbike di Jerez da 0 a 10: le pagelline

Bulega si congeda dalla SBK con l’ennesima tripletta, Montella il migliore dei privati. Addii e arrivederci alla nuova stagione

L’ultima bandiera a scacchi del 2026 celebra un Bulega da leggenda. Lecuona è il primo degli umani, Montella si prende il bronzo mondiale e Sam Lowes chiude davanti al fratello. Bautista saluta con un podio sfiorato, mentre per qualcuno è meglio cambiare aria. Il weekend di Superbike di Jerez ha sancito la fine dei giochi per il 2026, appuntamento al prossimo anno.

10 e lode Ducati

Titolo mondiale, vicecampionato, terzo posto e una quantità impressionante di vittorie. La stagione 2026 è stata una dimostrazione di forza. Bulega ha dominato, Lecuona ha confermato di essere un pilota da titolo e le altre Ducati hanno continuato a occupare le posizioni che contano. Agli avversari resta un inverno per trovare una risposta. A Borgo Panigale, invece, possono permettersi di brindare.

10 Bulega

Trentadue vittorie in una stagione, record di successi e un addio alla Superbike con la solita tripletta. A Jerez vince anche con la pioggia che prova a rovinargli la festa. Non ci riesce. Bulega lascia il campionato da campione del mondo e con la sensazione di aver giocato un altro sport. Adesso lo aspetta la MotoGP: se porta con sé questa fame, qualcuno comincerà a sudare.

9 Lecuona

Secondo in campionato, secondo a Jerez e secondo anche nella classifica dei rimpianti: perché quando hai un compagno che fa 726 punti, puoi soltanto chiederti dove hai lasciato per strada gli altri. La stagione resta eccellente, con la promozione a vicecampione e la conferma di essere un pilota da titolo. Nel 2027, però, non basterà guardare la targa di Bulega.

8 Montella

Terzo nel Mondiale con 318 punti. Il podio iridato è una bella notizia per lui e per il team Barni, che ha trovato un pilota capace di stare stabilmente tra i migliori. A Jerez porta a casa un quarto posto nella Superpole Race e un quinto in Gara 2. Non è il finale da fuochi d’artificio, ma il bilancio stagionale è da applausi. Il ragazzo c’è, adesso deve fare il salto.

7 Lowes Bros.

Sam chiude quarto in campionato, davanti al fratello Alex, e a Jerez si prende un podio in Gara 2 con un sorpasso all’ultimo giro su Bautista. Un finale da uno che non ha intenzione di fare il comprimario. La stagione è stata solida e il colpo finale ha il sapore della rivincita familiare. A casa, per una volta, la cena la paga Alex.

Alex, quinto nel Mondiale, nove punti dietro Sam. Una stagione combattuta, con buone prestazioni e qualche passaggio a vuoto di troppo. La Bimota ha mostrato di poter stare nel gruppo che conta, ma il finale lascia l’amaro in bocca. Perdere il derby in famiglia fa male. Perderlo di nove punti è una di quelle cose che a Natale qualcuno tirerà fuori davanti al panettone.

7 Surra

Ottavo con 198 punti e una stagione che gli ha permesso di raccogliere esperienza e risultati importanti. Non è ancora il pilota che può bussare alla porta dei primi cinque ogni domenica, ma la direzione è quella giusta. Il finale di Jerez non cambia il giudizio: la crescita c’è, ora bisogna renderla una certezza.

6 Baldassarri 

Sesto in campionato con 236 punti. Una stagione concreta, nella quale ha saputo sfruttare le occasioni senza però trovare la continuità necessaria per inserirsi nella lotta al podio con regolarità. A Jerez resta nel gruppo dei migliori, ma il salto di qualità è rimandato. Il materiale c’è, il prossimo passo è smettere di essere una sorpresa soltanto ogni tanto.

5 Bassani 

Settimo nel Mondiale, con 222 punti. La Bimota ha vissuto una stagione di crescita e Bassani ha contribuito a portarla nella zona che conta. Non sempre è riuscito a trasformare la velocità in risultati pesanti, ma il bilancio è positivo. Per il 2027 serve qualcosa in più: perché arrivare vicino al podio è bello, salirci è decisamente meglio.

4 Gerloff

Decimo nel Mondiale, due punti dietro Bautista. Una stagione complicata, con qualche lampo ma troppi risultati che non hanno permesso di fare il salto atteso. Il potenziale non è in discussione, la continuità sì. Nel paddock il talento è il biglietto d’ingresso; per restare al tavolo dei grandi bisogna pagare il conto ogni domenica.

3 Baz

Diciottesimo nell’ultima gara. Un finale in linea con una stagione che non gli ha permesso di lasciare il segno. L’esperienza non manca, ma in Superbike l’esperienza da sola non fa punti. Serve ritrovare velocità e continuità, altrimenti il paddock diventa un posto dove si passa più tempo a spiegare che a festeggiare.

2 Locatelli

Sedicesimo in Gara 2 a Jerez e una stagione che non ha rispettato le aspettative. La Yamaha ha avuto le sue difficoltà, ma il risultato finale lascia comunque parecchi interrogativi. Non basta essere veloci a tratti, bisogna riuscire a costruire un weekend intero. Nel 2027 servirà cambiare passo, possibilmente prima che cambi la pazienza di tutti.

1 Gardner

Diciannovesimo a Jerez, in una domenica da dimenticare. Il bilancio stagionale è al di sotto delle aspettative e i risultati non hanno dato la continuità necessaria per stare stabilmente nella parte alta della classifica. Il talento c’è, ma il cronometro non vive di ricordi. Il prossimo campionato dovrà raccontare una storia diversa.

0 La pioggia di Jerez

L’ultimo round aveva bisogno di un finale movimentato e il meteo ha deciso di collaborare. Gli ultimi giri di Gara 2 hanno rimesso tutto in discussione, con Bautista che ha visto sfumare il podio e Sam Lowes che ha trovato il varco giusto. Una variabile che ha reso meno noiosa una gara che Bulega aveva già messo in cassaforte. Anche il cielo, a quanto pare, voleva partecipare alla festa.

EXTRA

Bautista

Nono nel Mondiale, con 167 punti, e una Gara 2 che sembrava potergli regalare un ultimo podio. Poi arriva Sam Lowes, lo passa nel finale e la festa resta a metà. Bautista ha ancora talento e mestiere, ma la stagione racconta anche quanto sia diventato difficile stare davanti con continuità. La polemica sul peso un po’ ci vede dalla sua parte… Se questa è stata davvero la sua ultima gara in Superbike, almeno ha lottato fino all’ultimo giro. Non è poco, per uno che ha già vinto tanto.

Petrucci

Saluta il paddock della Superbike tra gli abbracci di tutti. Piloti, meccanici, tifosi tutti vogliono bene al Petrux. E come non volergliene? Bravo Danilone e buona fortuna per tue nuove prossime avventure!

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